A Treviso una cinquantina di fedeli mussulmani è stata costretta a celebrare la preghiera collettiva del venerdì in un parcheggio, con i tappeti stesi sull’asfalto, dopo che l’amministrazione leghista ha proibito loro di riunirsi nel centro sportivo messo a disposizione, gratuitamente, da un imprenditore locale. Per giustificare la decisione, Giancarlo Gentilini, esponente padano, ha dichiarato: “”Era un tumore che poteva degenerare in metastasi, noi l’abbiamo estirpato”.
Certo, se questo tumore avesse colpito Gentilini, il sindaco Gobbo ed i suoi collaboratori, sarebbe stato ben localizzato: sarebbe stato un tumore ai coglioni.


