Lezione numero 3 - Rubagotti e Caccamo

Eccoci qua per iniziare la rassegna dei personaggi che hanno fatto grandi le varie edizioni di Mai dire (goal, lunedì, martedì che dir si voglia). Come ho già detto, i mattatori delle prime edizioni furono Gene Gnocchi e Teo Teocoli. Per quanto riguarda il primo, il personaggio di maggior successo è senz’altro Ermes Rubagotti, alcolizzato lombardo che seguiva le gesta di Atalanta e Brescia. Con lui iniziano i primi tormentoni, le frasi che poi noi giovini ripetevamo continuamente, ridendo tutte le volte. Qualche esempio?  Lo struggente: “Mi sento tanto solo, Carmen scrivimi!”, il tipicamente padano “Va’ a lavurà barbùn!” e poi “Quando Rambaudi l’è andà sulla fassia…”, “Gnariiiii”, “Pota, pota, pota…”

Il personaggio forse più celebre delle prime edizioni è invece Felice Caccamo, corrispondente napoletano interpretato da Teocoli. Di lui ricordiamo, tra le tante cose memorabili, le singolari abitudini alimentari (il leggendario struzzo di mare o la frittura globale totale sono solo due esempi), i surreali racconti delle sue avventure con i soliti amici, tra cui Ferlaino (presidente del Napoli che, ai tempi del video che vedrete tra poco, aveva appena ceduto la squadra. Questa è la solita parentesi per te, Monia!), e Tommaso “o pallonaro” con le sue bugie, l’odio verso Pippo-Giorgio, le sue mazzate col remo…

Infine, in perido pre-elettorale… (scusate per la scarsa qualità delle immagini…)

Pubblicato in: on Febbraio 13, 2008 at 7:20 pm Commenti (7)
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Regalo per Sara

Visto che sembrerebbe che tu apprezzi l’estetica del giovane Casiraghi, oltre alle sigle di Mai dire goal, eccoti la sigla dell’edizione 93-94, Sunset Boulevard, in cui appare di nuovo l’attuale ct della nazionele under 21, addirittura a torso nudo! Buona visione!

Pubblicato in: on Gennaio 26, 2008 at 4:09 pm Commenti (7)
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Lezione numero 2 - Le sigle

Oggi lesione breve, perchè mi aspetta un impegnativo venerdì sera. Un aspetto secondo alcuni marginale, ma secondo me certo da non sottovalutare, è quello delle sigle. Antico e proficuo è il rapporto di collaborazione tra la Gialappa’s band e gli Elio e le storie tese. La prima sigla del complesso per Mai dire goal risale all’edizione 92-93 ed è la mitica “Amico uligano”, che tratta un problema che solo la grande invenzione dei tornelli ha potuto sconfiggere (ma dove???): quello della violenza negli stadi.

All’attualità del tempo si rifà la sigla dell’edizione 94-95: parodia di una nota pubblicità ed ironica rivisitazione della cinica lotteria dei rigori, che ha permesso al Brasile di sconfiggere l’Italia ai mondiali dell’estate 94 negli Usa. Da notare la presenza di tanti calciatori famosi (quando erano un po’ meno divi) e l’autoironia di Pagliuca, che però, data la sua notoria intelligenza, potrebbe anche non aver capito di che cosa si stesse parlando. Monia, lo so che si parla di calcio e l’argomento ti è ostico, ma devi applicarti. Pagliuca, comunque, era il portiere di quella nazionale. Si ricorda una sua apparizione a Passaparola dove, capendo male un suggerimento, disse che Banderas in Evita interpretava Gè Ghevale (e non Che Guevara…). (Correggetemi se sbaglio, sto andando a memoria e comunque non ho visto Evita!!!)

Infine (ce ne sarebbero altre, ma non voglio sovraccaricarti il cervellino :-)) quella che forse è la più bella in assoluto: edizione 96-97, Balla coi Barlafus, parodia de “The rocky horror pictures show”. Straordinaria!

Pubblicato in: on Gennaio 25, 2008 at 4:45 pm Commenti (7)
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Lezione numero 1 - Peo Pericoli

Iniziamo le mie lezioni sui vecchi Mai dire goal e affini. Facciamo l’appello: Monia? Monia? E’ la mia unica alunna e mi salta già la prima lezione… Va bhè… Io vado avanti…

Qualche premessa: voglio fare una carrellata sui migliori personaggi dei vecchi programmi comici, direi quelli della Gialappa’s e della banda della Dandini e di Corrado Guzzanti. Accetto richieste, consigli, suggerimenti, correzioni, anche perchè non posso di certo ricordarmi tutto!!! Partiamo da Mai dire goal.

All’inizio fu a tarda notte e senza personaggi, con una mano mostruosa che scriveva i risultati e i filmati sulle migliori papere del calcio nostrano ed internazionale. Poi ci fu la svolta: orari più umani e 2 grandi mattatori: Teo Teocoli e Gene Gnocchi. I loro Gianduia Vettorello, Felice Caccamo, Ermes Rubagotti ebbero subito un grandissimo successo. Si sentì il bisogno di avere un presentatore e la scelta cadde su Peo Pericoli, sempre interpretato da Teo Teocoli. Personaggio singolare dalle enormi sopracciglia e con una passione per il Milan, Peo aveva un idolo assoluto, il centravanti del Wimbledon John Fashanu. La stima per il giocatore, divenne ben presto ossessione, tant’è che il nostro eroe decise di partire per l’Inghilterra per poterlo abbracciare di persona…

(Lo so, era il 92, vi chiederete: “Ma quanto sei vecchio???” No, non sono così vecchio, avevo 12 anni ai tempi, ma sono sempre stato un idiota precoce!!!)

Potremmo fare finire qui la prima lezione, ma visto che la campanella non è ancora suonata, voglio fare un piccolo salto in avanti (tranquilli, poi torneremo indietro), per regalarvi una perla che molti di voi ricorderanno, parlando di quella che forse è l’impresa più grande di Mai dire goal. Era il 1996, Mondiali di sci in Spagna. BeboStorti, nei panni del contadino leghista Alfio Muschio, trasformato in uomo di colore per contrappasso, riesce ad infiltrasi nella cerimonia inaugurale ed a sfilare per il Senegal!!! Assolutamente meraviglioso!!!