Pesci d’aprile

Salvini in Liguria appoggerà il candidato di Forza Italia. Come zona allagata si farà bastare Venezia.

“Puntiamo a raddoppiare i voti dell’anno scorso”. Ma dovranno bere a sufficienza.

Gaffe geografica di Toti: “Novi Ligure è in Liguria”. Ora può essere accettato anche dall’elettorato della Lega.

Che poi non è tanto il fatto che Toti pensi che Novi Ligure sia in Liguria, ma che la immagini fatta di cioccolato.
***
Secondo la Corte europea, quello che è accaduto al G8 di Genova “deve essere qualificato come tortura”. Ha ottenuto punti in abbondanza.

Alla Diaz Arnaldo Cestaro, mentre veniva picchiato, gridò che era anziano. Fu allora che iniziarono a colpirgli i femori.

Tonelli (Sap): “Noi siamo per le videocamere”. 50 sfumature di grigio ha fatto i soldi con due semplici frustate!

Polemiche per un post pubblicato su Facebook da un poliziotto presente alla Diaz: “Quella sui lettori è tortura”.

(pare che nella pubblicazione del post siano rimaste ferite 14 tastiere)

“Dell’irruzione alla Diaz è emersa solo parte della verità”. I migliori sapevano picchiare senza lasciare segni visibili.

“Quello che volevamo era contrapporci con forza, con giovane vigoria, con entusiasmo cameratesco a chi aveva, impunemente, dichiarato guerra all’Italia”. Spezzando loro le reni.
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Ostuni, due bambini feriti nel crollo del soffitto della scuola. Erano quelli che lo sostenevano.

I lavori di ristrutturazione erano appena terminati. Ma la mano di bianco non ha retto.

Il sindaco: “I bambini non sono gravi”. La caduta è stata attutita da quelli del piano di sotto.
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Tribunale di Milano, Claudio Giardiello, accusato di bancarotta fraudolenta, uccide 3 persone dopo che il suo avvocato aveva rinunciato all’incarico. Così, senza un motivo.

L’uomo sarebbe entrato nel palazzo mostrando un falso tesserino: “Buongiorno avvocato Fitness Club”.

Dopo l’attentato, la polizia ha chiesto a tutti di togliersi la cravatta per distinguersi dall’assassino. “Ah, e il killer aveva anche il reggiseno”.

Giardiello è poi stato catturato in Brianza, mentre cercava di mimetizzarsi tra imputati per reati fiscali.

“Volevo vendicarmi di chi mi ha rovinato”, poi ha un malore. Ora si teme per il suo medico curante.

Da allora i controlli all’ingresso del tribunale sono così lenti e meticolosi che finiranno prescritti anche i reati commessi nella coda per entrare.
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700 morti nel Mediterraneo, si tratta del più grande naufragio di sempre della storia dell’immigrazione. Almeno secondo l'”Acqua di Po World Records”.

I migranti erano stipati su una nave come animali. Ma non avevano i musetti altrettanto carini.

Il premier ha annullato tutti gli appuntamenti della domenica pomeriggio. Non gli hanno detto che la Fiorentina era in posticipo.

Renzi: “Come si fa a restare insensibili, mentre tanta gente muore per cercare di venire ad assistere al nostro grande progetto riformista?”

Il premier: “Credo che il Consiglio europeo prenderà una posizione unanime e comune”. Quella di spalle.

Parigi e Berlino: “L’Italia non è sola”. Visto quanti migranti?

A un giorno di distanza, in Grecia un altro barcone con 200 migranti è naufragato dopo aver urtato uno scoglio. Le sirene continuavano a cantare il benessere dell’Europa.
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Torino, da domenica 19, 200 persone ogni quarto d’ora potranno accedere a vedere la sindone. E cercare di indovinare il personaggio misterioso.

Mondiali 2014 – Puntata n.4

SECONDO TURNO

BRASILE – MESSICO
Alla vigilia di Brasile – Messico sono ancora gli arbitri troppo casalinghi a tenere banco, ma Scolari non ci sta: “I direttori di gara non sbagliano solo nelle nostre partite”, ha dichiarato, commentando il rigore per il Brasile fischiato in Messico – Camerun. L’assenza di Hulk per infortunio non lo preoccupa: “Posso scegliere il suo sostituto a occhi chiusi”. Come fa col resto della formazione.
Il tecnico messicano Herrera sottolinea invece come “Le piccole squadre non sono così piccole e le grandi non sono così grandi”. Dopo aver battuto il Camerun si è convinto che le dimensioni non contino. L’allenatore esclude una marcatura individuale per Neymar: “È l’unico forte che hanno, marcheremo tutti solo lui”. Il difensore messicano Layun si mostra sicuro: “Paura è qualcosa che non esiste nel nostro dizionario”. A volte è positivo avercelo di sole 50 parole.

La gara è più equilibrata del previsto. Il Brasile cerca di fare la partita, ma il Messico si rende pericoloso, anche se con tiri da lontano e senza avvicinarsi alla porta di Julio Cesar, convinto che in entrambe le aree possa essere assegnato un rigore ai padroni di casa. I verdeoro, incapaci di sviluppare un gioco convincente, ci provano soprattutto su palle da fermo, facendo però iniziare a roteare quelle dei tifosi. Tutti i tentativi si infrangono sul portiere Ochoa, svincolato dall’Ajaccio e senza contratto, che decide di farsi un po’ di pubblicità in mondovisione con almeno 3 interventi strepitosi, in particolare riuscendo a respingere un pericolosissimo colpo di testa di Neymar, nonostante il pallone fosse viscido per il gel.

A fine partita i microfoni sono tutti per il protagonista Ochoa: “Ho fatto il match della vita. Sono automunito, militesente e disposto a trasferirmi. Chiamare ore pasti, no perditempo”.
Finisce dunque 0 a 0, ma Scolari dichiara di aver visto una buona partita. Ci si accontenta più facilmente, se non si è dovuto pagare il biglietto. L’allenatore di casa respinge le critiche di chi vede nella sua nazionale un cantiere aperto: “Il vecchio che guardava era solo Julio Cesar”.

 

CROAZIA – CAMERUN
Le squadre sconfitte al primo turno si scontrano per mantenere qualche possibilità di qualificazione (in caso di improvviso decesso di tutti i giocatori di una delle altre due). Il Camerun deve rinunciare a Samuel Eto’o per un infortunio, che i maligni sussurrano essere un problema alla prostata, ma schiera comunque 3 punte, perché vallo a trovare un buon difensore da quelle parti. La Croazia invece ritrova il bomber Mandzukic e si schiera con il 4-2-3-1 tanto caro a mister Kovac, in ricordo delle sue pagelle scolastiche.

Dopo soli 11 minuti il veterano Olic (nel senso di esperto, non perché è stato in guerra: per certe nazionali la precisazione è d’obbligo) porta in vantaggio la nazionale europea. La frustrazione dei camerunensi è tutta nel folle gesto di Song: al 40° tira un pugno sulla schiena a Mandzukic e si fa mandare dall’arbitro sotto la doccia, dove è convinto di poter fare provare la stessa frustrazione ai croati. Sotto di un uomo e di un goal, il Camerun crolla e subisce altre 3 reti nella ripresa, per il definitivo 4 a 0 che vuol dire eliminazione. Nel finale, da segnalare il plateale litigio in campo tra i camerunensi Assou-Ekotto e Mutandjou, irritati per essersi accorti di avere lo stesso vestito.

 

Published in: on agosto 25, 2014 at 10:59 am  Lascia un commento  
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Mondiali 2014 – Puntata n.3

LE PARTITE

PRIMO TURNO

BRASILE – CROAZIA

Brasile – Croazia è la partita di apertura del mondiale. I padroni di casa sono i grandi favoriti, ma la Croazia non parte battuta: “Non parcheggeremo l’autobus davanti alla porta”, ha dichiarato il C.T. Kovac, dopo aver consultato il regolamento. L’allenatore croato ha affermato di non essere disposto ad alzare bandiera bianca. Teme che i Serbi lo interpretino come un segno di resa e gli prendano la casa. Kovac dichiara di puntare sull’esperienza dei suoi giocatori. Anche perché lui è allenatore da circa un quarto d’ora.

Dal canto suo Scolari ostenta sicurezza, paragonando la sua nazionale a quella che vinse i Mondiali nel 2002 e beccandosi per questo una denuncia da Ronaldo e compagni. In conferenza stampa Neymar dice di non pensare agli obiettivi personali: “Voglio solo vincere la Coppa, ed essere perfettamente pettinato nelle foto della premiazione”.

Problemi in attacco per le due squadre: la Croazia deve rinunciare a Mandzukic squalificato, per il Brasile Fred è in perfette condizioni. Ma il giocatore implacabile sotto porta i verdeoro ce l’hanno dall’altra parte del campo: è Marcelo, che dopo 11 minuti infila nella propria porta un cross di Olic, affrettandosi a precisare che, nonostante la maglia gialla, non è colombiano. I padroni di casa però non si perdono d’animo e raggiungono il pareggio al ventinovesimo, grazie ad un tiro dalla distanza di Neymar, sul quale Pletikosa si mostra poco reattivo: il portiere croato, infatti, stava ancora finendo di cantare l’inno.

Nella ripresa l’imprevedibilità del gioco brasiliano ha la meglio: mentre tutti si aspettano la simulazione di Neymar, è invece Fred a gettarsi in area di rigore, ingannando l’arbitro, il nipponico Nishimura, e procurandosi il rigore, per la doppietta del suo giovane compagno di squadra. Il tuffo di Fred è parso evidente a tutti tranne che al giapponese, ma a me pare evidente pure che il pesce vada cotto. La Croazia si riversa in avanti, ma al 91° a chiudere la gara ci pensa Oscar, sotto gli occhi di un Leonardo di Caprio in tribuna, voglioso di vederne finalmente uno da vicino.

A fine gara l’episodio che ha cambiato la partita è visto diversamente dai due tecnici. Scolari si dice convinto che quello fosse rigore. Ma pensa anche che Fred sia un centravanti. Kovac dichiara invece che se è così, è meglio andare a casa. Ma tanto deve aspettare solo altre due partite.

MESSICO – CAMERUN

Alla vigilia dell’esordio mondiale, il tecnico messicano Herrera si mostra spavaldo: “Abbiamo la squadra per vincere il mondiale”. Credo intendesse “Noi di lingua spagnola”.

L’avvicinamento al torneo è stato molto più complicato per il Camerun. I giocatori avevano minacciato lo sciopero in caso non avessero ricevuto in anticipo i premi in denaro per la partecipazione. Alla fine si è giunti ad un compromesso con la Federazione: i calciatori hanno ricevuto subito il 6% dei premi, in cambio hanno deciso di giocare, ma di fare cagare. Alla vigilia della prima gara l’allenatore dei leoni indomabili si dichiara felice per la risoluzione della questione premi: “L’importante è che non siano legati al rendimento”. Finke sottolinea poi come siano passati i tempi in cui le squadre africane erano fisico e corsa. Gli Europei si sono portati via pure quelli.

La partita si svolge sotto un diluvio tale che i giocatori entrano in campo a due a due. Travolta dalle polemiche per il rigore assegnato al Brasile il giorno prima, la classe arbitrale mette subito le cose in chiaro: annulla due goal regolari al Messico, per dimostrare che non sbaglia solo a favore dei padroni di casa, ma è incapace in generale. Ma quando ormai un commando di messicani armati di cibi piccanti si stava organizzando per la vendetta, a salvare il direttore di gara ci pensa il goal di Peralta, che consegna al Messico una gara dominata per lunghi tratti.

La vittoria permette al mister Herrera di dare poca importanza agli errori: “E non sono nemmeno sicuro che la madre dell’arbitro faccia il lavoro che gridavo durante la partita”. L’allenatore tedesco del Camerun non concede ai suoi giocatori l’alibi della pioggia. Avrebbero dovuto sceglierselo italiano. Che poi lamentarsi del temporale quando il tuo miglior giocatore gioca a Londra sarebbe stato poco credibile.

Published in: on agosto 8, 2014 at 5:27 pm  Lascia un commento  
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Mondiali 2014 – Puntata n.2

GIRONE A

LE SQUADRE

MESSICO

Qualificazioni
Arrivato quarto nel girone finale CONCAF, il Messico si è qualificato dopo lo spareggio con la Nuova Zelanda, segnando un discusso goal durante l’esecuzione della Haka da parte degli avversari.

Allenatore e convocati
Miguel Herrera:

fu nominato allenatore a tempo determinato della Nazionale messicana per le due sfide con la Nuova Zelanda, in modo che la Federazione potesse risparmiare sui contributi. È stato il quarto allenatore nel giro di un mese ma, assunto nella settimana giusta, ha ritirato lo stipendio di tutti e 4. Dopo la vittoria nel playoff la panchina gli fu confermata e gli fu concesso perfino di sedersi ogni tanto.

Il fantasista Luis Montes si è rotto tibia e perone in un’amichevole premondiale, infortunio che gli ha precluso la partecipazione al torneo. Il giocatore non si è perso d’animo fino a quando gli hanno fatto notare che era esattamente come Montolivo. Da lì la decisione di ritirarsi, riciclandosi nel ruolo di Gringo nella pubblicità della carne Montana.

La stella
Javier Hernandez:

è un attaccante veloce e dinamico. Firmò il suo primo contratto da professionista col Chivas, credendo si trattasse del famoso Whiskey. Nel 2010 fu acquistato per 6 milioni di sterline dal Manchester United, che ancora cercava modi per buttare i soldi presi l’anno prima per la cessione di Ronaldo. Si è trattato del primo messicano nella storia del club, almeno a quanto il proprietario americano Glazer garantì all’ufficio immigrazione. Avendo per 3 anni cercato invano di insegnargli i movimenti offensivi, dopo più di 20 stagioni alla guida dei Red Devils Sir Alex Ferguson decise di lasciare.
Nei Mondiali del 2010 fu nominato giocatore più rapido del torneo, essendo di capace di arrivare alla velocità di 32 km/h per sfuggire ai tifosi inferociti.
Suo padre era detto Chichero (pisello) per il colore dei suoi occhi, lui invece è soprannominato Chicharito (pisellino). E ha gli occhi castani.

CAMERUN

Qualificazioni

Il Camerun ha vinto il proprio girone di qualificazione contro Libia, RD del Congo e Togo, nonostante le difficoltà dovuti ai continui cambi di nome, governo e capitale delle sue avversarie. Avendo sconfitto la Tunisia nel decisivo playoff, diede avvio all’autunno calcistico arabo. Detiene il record tra i paesi africani con 7 partecipazioni ai Mondiali. Ma per ora non è mai riuscito a qualificarsi per gli Europei.

Allenatore e convocati
Volker Finke:

ex giocatore tedesco che si è ritrovato ad allenare il Camerun credendo che quando gli avevano parlato di colonia tedesca intendessero la squadra della città renana.

Nelle sue convocazioni ha escluso a sorpresa Gaetan Bong, temendo problemi con l’antidoping, oltre a Jean-Armel Kana Biyik e Guy-Rolland Ndy Assembè, perché proprio non gli rimanevano in mente i nomi.

La stella
Samuel Eto’o:

Straordinario attaccante nato nel 1981, non è ancora chiaro se avanti o dopo Cristo.
Ha sempre giocato da punta centrale, tranne con Mourinho che gli chiese di sacrificarsi in fascia, con anche il compito di difendere e di dirgli che era il miglior allenatore del mondo tutte le volte che passava davanti alla panchina.
Detiene il record di Palloni d’oro africani conquistati (4), di goal segnati in Coppa d’Africa (18) e batte la maggior parte degli stati del continente quanto a Pil.
E’ l’unico giocatore al mondo ad aver ottenuto per due volte il triplete. E con due showgirls diverse.
Dopo aver vinto tutto con Barcellona e Inter, si trasferì all’Azni in Russia, dove per 20,5 milioni di euro l’anno si fece andare bene anche pareggi e sconfitte. “Vado all’Azni non per i soldi, ma per il progetto”. Di fare un sacco di soldi. Si è presentato al mondiale da svincolato. Sperando di essere ingaggiato da una ricca nazionale.

Published in: on agosto 4, 2014 at 12:47 pm  Lascia un commento  
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MONDIALI 2014 – Puntata n.1

GIRONE A

LE SQUADRE

BRASILE

Qualificazioni
Il Brasile si è qualificato ai Mondiali 2014 grazie all’assegnazione dell’organizzazione dell’evento al Paese. Riuscì a spuntarla durante una drammatica votazione finale, grazie anche al fatto di essere l’unico candidato rimasto.

Allenatore e convocati
Luis Felipe Scolari:

terminata una carriera da giocatore di scarso livello, fedele al motto “Chi non sa fare, insegna”, decise di allenare, rinunciando ad una promettente carriera da sosia di Gene Hackman. Dopo le prime esperienze in Brasile, nel 1989 si spostò in Kuwait, dove già l’anno successivo ottenne la guida della nazionale, con cui vinse a marzo la Coppa delle Nazioni del Golfo, sconfiggendo in finale Sorrento. “Facile per gli stranieri baffuti imporsi in quel Paese”, dovette pensare Saddam Hussein il 2 agosto, comandandone l’invasione.

Chiamato ad allenare il Brasile, lo condusse alla vittoria nei Mondiali del 2002, approfittando dell’unico mese senza infortuni nella carriera di Ronaldo. Dopo il trionfo, firmò un contratto come allenatore della nazionale portoghese, in seguito a una rapidissima trattativa: “Voi ce l’avete un Ronaldo?” “Sì” “Allora ok”. Agli Europei casalinghi del 2004 fu però sconfitto in finale dalla Grecia, che divenne campione d’Europa, suscitando le ire dei Tedeschi. Nonostante questo precedente, il Brasile ha deciso di affidargli la panchina della nazionale per i Mondiali di casa. Scolari ha accettato di buon grado, salvo poi scoprire che il Fenomeno si è ormai ritirato da tempo.

Le convocazioni dell’allenatore brasiliano hanno fatto parecchio discutere per quanto riguarda l’attacco. Come aveva fatto nel 2002 con l’esperto Romario, l’allenatore verdeoro ha deciso di lasciare a casa Robinho, Kakà e Ronaldinho. Il problema è che al posto di Ronaldo, questa volta ha Jo e Bernard. Voci di corridoio sostengono che i nomi degli attaccanti siano stati scelti dopo numerose birre durante una partita di Strip Indovina Chi.

Le stelle
Neymar:

giocatore del 1992, è considerato uno dei migliori talenti nel calcio e nel trampolino da 1 e 3 metri. Riesce spesso a creare superiorità numerica saltando l’uomo o facendolo espellere anche se incolpevole. Pelé in persona ha dichiarato: “Lui può diventare più forte di me. Basta che non mi rompete più le palle con ‘sta storia di Maradona”.
Fin da adolescente ebbe i fari dei media puntati addosso, il che gli diede molti problemi con la masturbazione. Forse è per questo che divenne padre giovanissimo, a 19 anni.
Si capì subito che sarebbe diventato un campione: già quando era undicenne sfoggiava una capigliatura del cazzo. A 14 anni svolse un convincente provino col Real Madrid, che però non se la sentì di acquistare un calciatore che costava meno di 50 milioni di euro.
Fece dunque le fortune del Santos prima in campo, poi in banca, quando nel 2013 fu acquistato dal Barcellona ufficialmente per 57 milioni di euro, anche se un’indagine della magistratura spagnola mira a dimostrare che quella del giocatore non fu l’unica cresta presente nella vicenda.

David Luiz:

David Luiz Moreira Marinho, più semplicemente Belli Capelli, è un difensore centrale che può essere schierato anche a centrocampo, riuscendo ugualmente a fare segnare le punte avversarie. Dotato di gran senso della posizione, si metterà davanti a voi al cinema, impedendovi di vedere lo schermo. Nel 2011 il Chelsea lo acquistò per 20 milioni di euro più Matic, distruggendo per sempre l’autostima di quest’ultimo. La squadra londinese lo ha ceduto al Psg poco prima dei mondiali per 62 milioni di euro, collocandosi subito dietro Totò e la Fontana di Trevi nella classifica delle truffe più clamorose della storia. Si tratta della cifra più alta mai pagata per un difensore, se si esclude Berlusconi con Ghedini. Il giocatore detiene anche il record di tentativi falliti di uccidere Bart Simpson.

CROAZIA

Qualificazioni
La Croazia è giunta seconda in un girone che comprendeva anche Serbia e Macedonia e che per questo è stato arbitrato dai Caschi Blu dell’Onu. È stata costretta ad un playoff contro l’Islanda, pareggiando senza reti fuori casa (nessuna stone superò la linea di porta, nonostante il frenetico movimento delle scope sul ghiaccio) e vincendo 2 a 0 in casa.

Allenatore e convocati
Nico Kovac:

il c.t. croato nacque a Berlino Ovest, dove i genitori si erano spostati per godere di un clima con meno divisioni rispetto all’ex Jugoslavia. La sua carriera calcistica si concluse al Salisburgo, dove fu allenato da Trapattoni, da cui imparò l’eloquenza necessaria per guidare un gruppo. È l’allenatore più giovane del mondiale, ma a chi gli rinfaccia la poca esperienza replica “Gnè gnè gnè”. Un sondaggio di Sportmediaset l’ha eletto mister più sexy del torneo. E chiedeva solo se fosse meglio il 442 o il 4231.

Tra i convocati ci sono tre giocatori che militano in Italia, tra cui Mateo Kovacic, considerato un vero e proprio fenomeno finché un tragico evento non ne ha arrestato la crescita: l’approdo all’Inter.
Tra gli altri merita una menzione Edoardo da Silva, attaccante brasiliano naturalizzato (come se il Brasile si potesse permettere di regalare attaccanti alle altre nazionali), salito agli onori delle cronache nel 2008, quando un difensore del Birmingham gli colpì tibia e perone così violentemente che non solo si ruppero, ma vennero parati dal portiere avversario.

Le stelle
Mario Mandzukic:

è un attaccante potente e forte di testa, generoso, continuo, prolifico. È evidente che l’unica cosa in comune con Balotelli sia il nome. Nel 2007 passò da una squadra di Zagabria all’altra, provocando una nuova guerra civile. Con 3 reti fu capocannoniere di Euro 2012, insieme ad altri 5 attaccanti e un paio di maldestri difensori. Dopo aver vinto tutto col Bayern Monaco è recentemente passato all’Atletico Madrid, per sostituire Diego Costa, che ha cambiato casacca. Per lo stesso motivo sarebbe stato contattato anche dal Brasile.

Luka Modric:

nato nel 1985, ebbe un’infanzia difficile, a causa della guerra nei Balcani e della famosa canzone di Susan Vega. Iniziò a giocare durante il conflitto, il che contribuì a fargli sviluppare quei rapidi, improvvisi e continui cambi di direzione. A 18 anni fu mandato a giocare nel campionato bosniaco, una sorta di rito di passaggio per diventare uomo. “Se qualcuno è in grado di giocare nel campionato bosniaco può giocare ovunque”, ha dichiarato, leggendo la dedica sul gesso fatta da uno stopper avversario. Nel 2005 firmò con la Dinamo Zagabria un contratto per ben 10 anni, con l’opzione sui primogeniti della famiglia fino alla quarta generazione.
Nel 2012 fu acquistato dal Real Madrid per 42 milioni di Euro quando, per errore, Florentino Perez dimenticò la giacca con gli spiccioli nella sede del Tottenham.

Published in: on luglio 29, 2014 at 6:42 pm  Lascia un commento  
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Le cose che abbiamo in comune

Dopo le rivelazioni di Michelle Bonev

… E l’intervista a Francesca Pascale

Di Berlusconi, Silvestri:

LE COSE CHE ABBIAMO IN COMUNE

Le cose che abbiamo in comune sono due milioni ottomila duecento,
Le conto da sempre, da quando mi hai detto: “Ma dai, pure tu del millenovecento?”
Abbiamo due braccia, due mani, due gambe, due piedi, due orecchie ed in due, due cervelli.
Solo sulla testa i tuoi sono veri, i miei son qualcosa che sembra capelli.

Le cose che abbiamo in comune sono facilissime da individuare:
Ci piace la musica ad alto volume, un palo e le donne lì intorno a ballare.
Ci piace Apicella, le cene eleganti, le urla, lo squirt. No Police!
Ti porgo la busta prima di addormentarci, ma al mio risveglio devi essere qui.

Perché quando io dormo, tu scalci,
Quando io parlo, smentisci,
Quando mi spoglio, tu ridi,
Quando io vengo, tu vieni,

Quando io dormo, tu scalci,
Quando io parlo, smentisci,
Quando mi spoglio, tu ridi,
Quando io vengo, tu fingi.

Le cose che abbiamo in comune sono così tante che quasi spaventa,
Entrambi viviamo da più di vent’anni ed entrambi da meno di centotrenta.
Ci piace parlare, smentire, comprare persone, pagare per fare l’amore:
Lo vedi, son tante le cose in comune, alcune punibili a San Vittore.
Ma…

Allora cos’è? Cosa ti serve ancora? Travestiti da suora.

“Le cose che abbiamo in comune!”, ricordi sei tu che per prima l’hai detto.
“Gli stessi fagioli, ma li pago meno, le stesse patate, portarsele a letto”.
E ad ogni domanda una nuova conferma, un identico amore per quelle rasate.
E poi l’emozione di quel primo bacio: contratto, fattura, le carte bollate.

Abbracciarti, studiare il tuo corpo, sognarti vestita da toga rossa,
Ma tu vuoi sposarmi, per ereditare una volta finito dentro alla mia fossa.
Allora ti chiedo non è sufficiente, vuoi altre ragazze per essere certa?
Con tutte le amiche che abbiamo in comune, l’unione tra noi non sarebbe perfetta?

Quando io dormo, tu scalci,
Quando io parlo, smentisci,
Quando mi spoglio, tu ridi,
Quando io vengo, tu vieni,

Quando io dormo, tu scalci,
Quando io parlo, smentisci,
Quando mi spoglio, tu ridi,
Quando io vengo, tu fingi.

Allora cos’è? Di donne ne vuoi ancora?
Chiamiamo Lele Mora.

Published in: on ottobre 11, 2013 at 1:59 pm  Lascia un commento  
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Un mercoledì da colombe

Berlusconi gira un nuovo videomessaggio. L’avevo intuito quando l’ho visto da Calzedonia.

L’ex premier dichiara che è in corso un’operazione eversiva che mina lo stato di diritto. Poi si scusa per il disagio.

Berlusconi comanda, i parlamentari firmano le dimissioni. Ora è più chiaro cosa alle riunioni del Pdl si intenda per ordine del giorno.

Letta: “Umiliata l’Italia”. Ora non resta che umiliare gli Italiani.

I ministri Pdl lasciano l’esecutivo. Allora è vera la storia dei topi.

Nella riunione in cui e dimissioni sono state decise, Alfano non c’era. Berlusconi è contrario ai conflitti di interesse.

“Ministri Pdl si dimettono perché il governo ha violato i patti”. Non è mica la legge.

Letta accusa l’ex premier di rovesciare la frittata. E non è facile senza coperchi.

I ministri si dimettono, ma poi criticano Berlusconi. Cercando di dare credibilità ai futuri “Eseguivo solo degli ordini”.

Dopo pochi mesi di larghe intese il partito appare fortemente diviso. È ufficiale: il Pd è contagioso.

Passi avanti per la democrazia interna al Pdl: Cicchitto ha chiesto di parlare e non gli è stato concesso, però può ancora raccontarlo.

Bondi: “Cicchitto è stato assoldato dalla sinistra”. Guarda che quello è Renzi.

Santanchè: “Mi risulta che Alfano abbia chiesto la mia testa”. È il classico caso in cui la domanda supera l’offerta.

Letta chiede la fiducia: “Siamo stati tutt’altro che il governo del rinvio”, ha dichiarato, ricordando l’aumento dell’Iva.

“L’Expo 2015 sarà una scossa per l’Italia”. Quindi tutto quel sommerso è a rischio tzunami.

Tremonti non partecipa al voto. Ogni volta che c’è di mezzo una crisi, lui non ne vuole sapere niente.

Clamoroso dietrofront di Berlusconi su Letta. E aspettate di sentire quello sulla Merkel.

“Il Pdl voterà la fiducia. Ma è stata dura convincere Alfano”.

Berlusconi: “Nessuno ci dividerà”. È perfetto come piccolo porcellino.

Alfano ha dunque sconfitto politicamente Berlusconi. Quando sembrava più probabile che comprasse l’Inter.

(ora pare che Smithers voglia aprire una sua centrale nucleare a Springfield)

Quagliariello: “Nel Pdl ci sono due classi dirigenti incompatibili”. Entrambe in Berlusconi.

Epifani: “Il Cavaliere ha perso, il Paese ha vinto”. Quindi il Pd ha pareggiato.

“Berlusconi non c’è più”, ha dichiarato D’Alema, rimettendosi i baffetti.

Una marea di kazake

Nel maggio scorso in tre giorni moglie e figlia di un dissidente kazako sono state catturate e rimpatriate. Una rapidità inusuale, senza la Lega al governo.

(tre giorni per estradare una donna e una bambina che avevano diritto all’asilo politico. Ma poi è “fretta sospetta” se il processo Mediaset va in Cassazione il 30 luglio)

Uno degli agenti urlò ad Alma Shalabayeva “puttana russa”. È stata espulsa perché ha negato.

Appena saputa la notizia, Emma Bonino ha commentato: “Faremo una figura miserabile”. Ma niente, agli Interni hanno lo stesso nominato Alfano.

Dalla banca dati del Viminale risultava che il marito della donna era ricercato per appropriazione indebita e truffa ai danni dello Stato. E non ditemi che ignoravano che si occupasse politica.

Il ministro degli Esteri fu avvisato quando la donna era già in Kazakistan. Peccato non avere qualcuno che si occupi degli Interni.

Il 2 giugno Emma Bonino prese in disparte Alfano, gli spiegò chi fosse Shalabayeva e cosa le era accaduto. Da qui la sue reazione dei primi di luglio.

Dalla Farnesina continuano però a ripetere di non essere competenti. È rimasta la segreteria di quando c’era Frattini.

Secondo il ministero degli Esteri, Alma Shalabayeva non è stata riconosciuta ed è stata espulsa perché non usava il cognome dell’attuale marito. Ehi, lo sapete che la Santanchè…

Alfano e Letta prevedono sanzioni per chi ha sbagliato. Nazarbaev voleva il suo oppositore, non moglie e figlia.

“Trasparenza assoluta”, ha dichiarato il premier, cercando di rendersi invisibile.

Nel frattempo il dittatore kazako ha passato qualche giorno in vacanza in Sardegna. Dove ha ottenuto l’estradizione dell’arcipelago della Maddalena.

Come primo atto, più di un mese dopo l’espatrio il provvedimento di espulsione di Alma Shalabayeva è stato revocato. E se vorrà, Stefano Cucchi potrà tornare in vita.

Nella versione ufficiale, il capo di gabinetto non informò Alfano dell’esito del colloquio con due diplomatici kazaki. Smentendo la teoria dei vasi comunicanti.

“Grave che io non sia stato avvisato”. Che ne sapeva di essere il ministro dell’Interno!

(dalla relazione di Alfano in Senato risulta che nemmeno la donna sapesse di essere moglie di un dissidente kazako)

Procaccini ha rassegnato le dimissioni da capo di gabinetto di Alfano: “Avevo un capo di gabinetto?”

(a saperlo prima Iosefa Idem avrebbe potuto far dimettere il suo commercialista)

Emma Bonino conferma che il vice premier non sapeva niente delle vicende di Alma Shalabayeva. Né dell’esistenza del Kazakistan.

Procaccini però lo smentisce: “Gli parlai della ricerca di un pericoloso latitante”. Ma lui si disse convinto dell’assoluzione in Cassazione.

Ufficialmente dunque Alfano e Bonino non sapevano nulla dell’espulsione di Alma Shalabayeva. Saccomanni: “Ehi, cos’è questa storia della crisi economica?”

Decreto del fare

Il premier Letta presenta il “decreto del fare”. Parlandone a lungo.

(“decreto del fare”: mi pare chiaro che rimandi all’infinito)

Molti provvedimenti saranno a costo zero. Ma manca comunque la copertura.

Equitalia non potrà più pignorare la casa di chi ha un debito con il Fisco. Ma avrà libero accesso alla dispensa.

(Equitalia potrà prendervi i soldi, ma non togliervi la casa. L’incubo numero uno tornano le mogli)

Giustizia, Letta ripristina la mediazione obbligatoria. Per sentirsi meno solo.

Il governo vuole tagliare un milione di processi in cinque anni. Sapevo che prima o poi gli avrebbero concesso l’immunità.

Scuola, previsti 100 milioni l’anno per il triennio 2014-2016. È il TFR.

Grazie alla borsa di mobilità, i diplomati con almeno 95/100 potranno frequentare l’università in una regione diversa da quella di residenza. Una sorta di espatrio per gradi.

Introdotto un credito di imposta per l’industria cinematografica. Decisiva la minaccia di un “Natale a Equitalia”.

Rinviato a mercoledì il disegno di legge sulle semplificazioni. Cominciamo bene.

Berlusconi: “Le misure prese ieri dal governo sono frutto di un fatto epocale”. Politici che lavorano di sabato.

Elezioni in Iran, vince Rohani, religioso moderato: “Allah non è niente male”.

Raduno di estrema destra a Milano, l’indirizzo e il luogo esatto della manifestazione comunicati ai partecipanti solo all’ultimo. Si sa che hanno una memoria limitata.

(comunque raduni come questi smentiscono definitivamente l’ipotesi della superiorità della razza bianca)

Nicole Minetti: “Con Berlusconi l’amore fu vero”. A differenza degli orgasmi.

(Fu amore? Allora ti deve 100)

Il Cavaliere vide per la prima volta Nicole Minetti alla Fiera del Ciclo: “Passa a trovarmi tra 5 giorni”.

“Con Berlusconi nacque una grande amicizia che sfociò in una relazione”. Non appena aggiunse uno zero.

“Amavo Berlusconi, ora convivo con la paura”. Un bel passo avanti per la sua vita sentimentale.

Bergoglio: “Il Vangelo condanna il linguaggio politicamente corretto”. Per questo nessuna suora ha mai vinto Miss Italia.

Roma, incidente tra dieci Harley. O forse sono finito in un locale gay.

Crimi assente in giunta perché si è perso. Che poi deve essere lo stesso motivo per cui è entrato in Parlamento.

Grillo dal suo blog: “Vorrei sapere cosa pensa il M5S”. Allora continua a scrivere il post.

Due anziane muoiono investite uscendo da un funerale: “Ero andata per accompagnare un’amica, ma hanno preso me”.

Dei pride live in Novara

Grazie a Cala per il video e a Barba per l’organizzazione.

Published in: on febbraio 19, 2013 at 2:53 pm  Lascia un commento