Non mi deludere!

Sono impietrito. Basito. Ho appena letto i nomi dei partecipanti al prossimo festival di San Remo. Tra i soliti vecchi (Bertè, Cutugno, Minghi, Little Tony), gli idoli delle ragazzine (Finley, Meneguzzi, Grignani), qualche cantautore talentuoso che cerca di aumentare le vendite utilizzando la più grande vetrina musicale italiana (mi fa una tristezza dirlo…) (Tiromancino, Max Gazzè, Mario Venuti), c’è anche Frankie hi nrg. Io lo adoro. E’ un affabulatore, sa usare le parole come nessun altro. Non è mai banale. E’ l’autore di quella che probabilmente è la mia canzone preferita, “Autodafè”. Già quando Elio e le storie tese hanno preso parte a quella rassegna canora ero perplesso. Non è il loro posto, anche se con quella mossa si sono aperti al grande pubblico senza comunque rinnegare la loro essenza. Ora sono nuovamente perplesso. Spero che la canzone sia all’altezza, anzi, ne sono sicuro, ma non posso fare a meno di provare una strana sensazione. Poi penso al mio libro, alla necessità che c’è in certi campi di farsi più pubblicità possibile se si vuole riuscire a portare un messaggio ad un maggior numero di persone, se si vuole andare avanti a fare quello che si ama. E allora capisco, penso che probabilmente potendo farei lo stesso… E’ dura, ma questo il mondo dello show business. Almeno non deludermi Frankie!

AUTODAFE’

Prendo le distanze da me perché non voglio avere niente a cui spartire con me, da condividere con chi come me non fa nulla per correggersi : sono il mio nemico, il più acerrimo. Carceriere di me stesso con la chiave in tasca invoco libertà ma per adesso so che questa cella resterà sprangata a triplice mandata dall’ interno : sono l’anima dannata messa a guardia del mio inferno. Reprimo ogni possibile “me”, inflessibile, inarrestabile nel mio restare fermo immobile, segno i giorni scorrere sul calendario, faccio la vittima, il mandante ed il sicario.. Sono l’Uomo Nero che turbava i sogni quando li facevo, credevo di esser libero ma non mi conoscevo come adesso ed ego non mi absolvo neanche quando mi confesso dei peccati che ho commesso – e guido un autodafè – In cattiva compagnia soprattutto se sto solo, negativo come i G in una picchiata, prendo il volo, salgo, stallo e aspetto il peggio, che non sta nella caduta ma nell’atterraggio come dice Hubert. Malato immaginario più di quello di Molière, sono il mio gregario e mi comporto da Salieri e non chiedermi il perché, che come il Tethered quando perdo il filo poi non mi puoi più riprendere..
Caro amico non ti scrivo, non ti cerco e non ti chiamo mai, batti un colpo se ci sei e se stai ascoltandomi, strappami da questo mio torpore atarassico, mi son perso dentro un parco che è giurassico e non trovo vie d’uscita : vieni a prendermi o precipito, scivolo come Maximillian verso il buco nero del fastidio : nel tedio per me non c’è rimedio e me ne accorgo perché sono sotto assedio mentre tu mi fai l’embargo. Critico, m’arrampico su cattedre che non mi spettano e mi accorgo solo dopo un attimo che esagero : ma come al solito il danno fatto è irreparabile, la storia è irreversibile, la mia memoria è labile e lavabile.. Abito quest’ombra con contratto ad equo-canone pagando la pigione all’abitudine e prendendo l’eccezione come regola di vita : sto di casa a pianterreno e gioco a fare lo stilita.. Vago, divago, come il dr. Zivago io mi sbraccio e non mi vedi, cerco mani e spesso trovo piedi, cerco fumi e trovo lumi che mi bruciano, ed io so bene che le cicatrici restano. Carta, penna e poco più per stare a galla, nella testa il mio pensiero è come un ragno in una bolla : seduto in riva al fiume aspetta di veder passare il mio cadavere.. pazientemente…

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Published in: on gennaio 6, 2008 at 10:40 pm  Comments (14)  
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14 commentiLascia un commento

  1. Non conosco molto bene Frankie, ma per quel poco mi è sempre piaciuto. Non conosco questa canzone. Scarrrrico! 😉
    Per quanto riguarda SanScemo, quest’anno, come tutti gli altri da…uhm… credo 10 anni non lo guarderò. Nemmeno se invitano i Radiohead come ospite straniero (forse)!

  2. Per quanto io mal sopporti il Festival di Sanremo, tutto quello che gli ruoti intorno ed eviti accuratamente di guardarlo bisogna riconoscere che ogni tanto qualcosa di buono ne esce, in particolare per quanto riguarda la beata gioventù (rispetto al target medio dei cantanti in gara). Mi riferisco a quei cantanti/gruppi che, come dici tu, non ci azzeccano molto con l’immagine antica, melensa e noiosa che il festival non riesce a togliersi di dosso, ma che riescono a portare la loro canzone senza snaturare il loro stile e la personalità che li contraddistingue.
    Mi riferisco a Elio e le storie tese, con le loro memorabili performance nel 1996 che hanno svecchiato per qualche sera il programma e i miei cari Subsonica, che hanno portato una canzone (“Tutti i miei sbagli”) che si è classificata tra le ultime ma che il giorno dopo era già la più trasmessa in radio. E ad oggi è una della canzoni più belle e più amate da tutti i fans, vecchi e nuovi. Poi ricordo anche Daniele Silvestri, Niccolò Fabi, Max Gazzè…
    Resta comunque il fatto che, canzoni a parte, il programma è strutturato in modo antico e letale per la sonnolenza serale. Ci si ostina in una presentazione da parte di gente che ormai non è più adatta ai ritmi televisivi del momento e perciò quasi nessun giovane si approccierà a seguire lo show.

  3. Io ultimamente guardo San Remo con il commento della Gialappa’s su Radio 2… Ma sapete, il mio sogno è essere il quarto della Gialappa’s… Sono bravissimi e rendono divertente perfino l’ingessatissima e noiosissima kermesse sanremese. Un consiglio: una delle poche cose che mi mette sempre di buon umore è ascoltare la Gialappa’s che commenta la “prestazione” di Giacomo Celentano, figlio di Adriano, ad un San Remo di qualche anno fa, con un signor Carlo come non lo avete mai sentito… Vi consiglio vivamente di scaricarlo… Fatelo e poi ditemi se vi fa lo stesso effetto!!!

  4. Messo a scaricare pure quello! 😉

  5. fammi sapere che ne pensi di entrambe le cose!

  6. Scaricata la canzone! Niente da fare, Frankie è sempre un grande affabulatore e paroliere (anche se sta parola mi sa da gente di una volta tipo Mogol, ma vabe’), bravissimo a giocare con le parole come pochi altri cantanti italiani.
    Il Mai dire Sanremo gialappico è ancora lì fermo, c’ha poche fonti. Ma poi ti dico!

  7. A proposito di artisti assoluti della parola (anche se non cantante), hai mai sentito o visto Bergonzoni? Io l’ho visto a teatro qualche anno fa e tra un paio di mesi andrò di nuovo… E’ un fenomeno, spesso surreale, ma di un’abilità davvero incredibile…

  8. Per quanto riguarda la Gialappa’s, se non riesci poi provo a mandartelo via mail, se il file non è troppo esteso.

  9. Ah, lo conosco Bergonzoni! 🙂
    Vidi qualche suo spettacolo in vhs con il mio ex: folgorazione. Un pazzo giocoliere geniale! Quando lo vai a vedere poi dimmi com’è, anche se già immagino! Dovrebbe essere da qualche parte anche qui in giro, m’informerò…
    Grazie per i Gialappi, aspetto un po’ e se non ce la faccio proviamo come dici tu! 🙂

  10. Allo stesso modo quando andarono i Pitura Freska con “Papa nero”.
    L’orchestra fece loro un sacco di complimenti perchè la loro era la canzone più bella da suonare di tutto il Festival. Poi arrivanono (così dicono) penultimi.

    Anche Vasco all’epoca arrivò ultimo o penultimo, no?

  11. Lucaaaa ho trovato i Gialappiiiiii!!! Me lo sono ascoltato e riascoltato sto brano, il signor Carlo fa impressioneee!! 😆 Ma non ho capito… è per una foto che hanno fatto vedere che s’è messo a ridere così? Che cavolo di foto era? 😮

  12. No, era l’esibizione sul palco sanremese di Giacomo Celentano, con la sua fidanzata, nella canzone “You and me”!!! Il video lo trovi su youtube, guardalo per avere un’idea più completa sulla sua “prestazione”. Il signor Carlo non riusciva nemmeno a sentirlo nominare dopo!!! Si è presentato con una bandana inguardabile… Capisci perchè mi mette di buon umore? Non riesco ad ascoltarlo senza ridere anch’io!! La risata del signor Carlo è contagiosa!!!

  13. Luca, io sto per morire.
    Si dice “Vedi [una qualsiasi città, ormai] e poi muori”. Mbeh, io dico “Vedi Giacomo Celentano a SanScemo e poi muori”: nel senso che muori dalle risate.
    1- Che porcapalettadiunaccidente è quella bandana?!
    2- La parte migliore della canzone è la morosa che dice “Jack! Jack!” al telefono.
    3- Cos’èèèè quello zainetto da scemetta che c’ha leiii??? 😆
    4- Cosa blatera lui in inglese?
    5- Ahhh ora ho capito il senso del titolo della canzone!! “You&me” è un’opzione della Vodafone per chiamarsi a tariffe vantaggiose fra piccioncini amorosi dududadadà, no?
    6- Non biasimo il signor Carlo! Semplicemente ascoltando m’era parso di capire che l’ilarità (chiamiamola così, per non dire “attacco d’isteria” 😐 povero Carlo!) fosse stata scatenata da una foto che Pippone Baudo avesse mostrato (di Giacomo, presumo). Avevo capito male. In effetti bastava guardarselo LAIV per ridacchiare a più non posso.

  14. Lo sto riascoltando… Mi fa morire… Ah, ti ringrazio per avermi svelato un mistero: è inglese quello che cerca di parlare il nostro Jack! Ero indeciso tra aramaico antico e una lingua ugro-finnica!!!


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