MONDIALI 2014 – Puntata n.1

GIRONE A

LE SQUADRE

BRASILE

Qualificazioni
Il Brasile si è qualificato ai Mondiali 2014 grazie all’assegnazione dell’organizzazione dell’evento al Paese. Riuscì a spuntarla durante una drammatica votazione finale, grazie anche al fatto di essere l’unico candidato rimasto.

Allenatore e convocati
Luis Felipe Scolari:

terminata una carriera da giocatore di scarso livello, fedele al motto “Chi non sa fare, insegna”, decise di allenare, rinunciando ad una promettente carriera da sosia di Gene Hackman. Dopo le prime esperienze in Brasile, nel 1989 si spostò in Kuwait, dove già l’anno successivo ottenne la guida della nazionale, con cui vinse a marzo la Coppa delle Nazioni del Golfo, sconfiggendo in finale Sorrento. “Facile per gli stranieri baffuti imporsi in quel Paese”, dovette pensare Saddam Hussein il 2 agosto, comandandone l’invasione.

Chiamato ad allenare il Brasile, lo condusse alla vittoria nei Mondiali del 2002, approfittando dell’unico mese senza infortuni nella carriera di Ronaldo. Dopo il trionfo, firmò un contratto come allenatore della nazionale portoghese, in seguito a una rapidissima trattativa: “Voi ce l’avete un Ronaldo?” “Sì” “Allora ok”. Agli Europei casalinghi del 2004 fu però sconfitto in finale dalla Grecia, che divenne campione d’Europa, suscitando le ire dei Tedeschi. Nonostante questo precedente, il Brasile ha deciso di affidargli la panchina della nazionale per i Mondiali di casa. Scolari ha accettato di buon grado, salvo poi scoprire che il Fenomeno si è ormai ritirato da tempo.

Le convocazioni dell’allenatore brasiliano hanno fatto parecchio discutere per quanto riguarda l’attacco. Come aveva fatto nel 2002 con l’esperto Romario, l’allenatore verdeoro ha deciso di lasciare a casa Robinho, Kakà e Ronaldinho. Il problema è che al posto di Ronaldo, questa volta ha Jo e Bernard. Voci di corridoio sostengono che i nomi degli attaccanti siano stati scelti dopo numerose birre durante una partita di Strip Indovina Chi.

Le stelle
Neymar:

giocatore del 1992, è considerato uno dei migliori talenti nel calcio e nel trampolino da 1 e 3 metri. Riesce spesso a creare superiorità numerica saltando l’uomo o facendolo espellere anche se incolpevole. Pelé in persona ha dichiarato: “Lui può diventare più forte di me. Basta che non mi rompete più le palle con ‘sta storia di Maradona”.
Fin da adolescente ebbe i fari dei media puntati addosso, il che gli diede molti problemi con la masturbazione. Forse è per questo che divenne padre giovanissimo, a 19 anni.
Si capì subito che sarebbe diventato un campione: già quando era undicenne sfoggiava una capigliatura del cazzo. A 14 anni svolse un convincente provino col Real Madrid, che però non se la sentì di acquistare un calciatore che costava meno di 50 milioni di euro.
Fece dunque le fortune del Santos prima in campo, poi in banca, quando nel 2013 fu acquistato dal Barcellona ufficialmente per 57 milioni di euro, anche se un’indagine della magistratura spagnola mira a dimostrare che quella del giocatore non fu l’unica cresta presente nella vicenda.

David Luiz:

David Luiz Moreira Marinho, più semplicemente Belli Capelli, è un difensore centrale che può essere schierato anche a centrocampo, riuscendo ugualmente a fare segnare le punte avversarie. Dotato di gran senso della posizione, si metterà davanti a voi al cinema, impedendovi di vedere lo schermo. Nel 2011 il Chelsea lo acquistò per 20 milioni di euro più Matic, distruggendo per sempre l’autostima di quest’ultimo. La squadra londinese lo ha ceduto al Psg poco prima dei mondiali per 62 milioni di euro, collocandosi subito dietro Totò e la Fontana di Trevi nella classifica delle truffe più clamorose della storia. Si tratta della cifra più alta mai pagata per un difensore, se si esclude Berlusconi con Ghedini. Il giocatore detiene anche il record di tentativi falliti di uccidere Bart Simpson.

CROAZIA

Qualificazioni
La Croazia è giunta seconda in un girone che comprendeva anche Serbia e Macedonia e che per questo è stato arbitrato dai Caschi Blu dell’Onu. È stata costretta ad un playoff contro l’Islanda, pareggiando senza reti fuori casa (nessuna stone superò la linea di porta, nonostante il frenetico movimento delle scope sul ghiaccio) e vincendo 2 a 0 in casa.

Allenatore e convocati
Nico Kovac:

il c.t. croato nacque a Berlino Ovest, dove i genitori si erano spostati per godere di un clima con meno divisioni rispetto all’ex Jugoslavia. La sua carriera calcistica si concluse al Salisburgo, dove fu allenato da Trapattoni, da cui imparò l’eloquenza necessaria per guidare un gruppo. È l’allenatore più giovane del mondiale, ma a chi gli rinfaccia la poca esperienza replica “Gnè gnè gnè”. Un sondaggio di Sportmediaset l’ha eletto mister più sexy del torneo. E chiedeva solo se fosse meglio il 442 o il 4231.

Tra i convocati ci sono tre giocatori che militano in Italia, tra cui Mateo Kovacic, considerato un vero e proprio fenomeno finché un tragico evento non ne ha arrestato la crescita: l’approdo all’Inter.
Tra gli altri merita una menzione Edoardo da Silva, attaccante brasiliano naturalizzato (come se il Brasile si potesse permettere di regalare attaccanti alle altre nazionali), salito agli onori delle cronache nel 2008, quando un difensore del Birmingham gli colpì tibia e perone così violentemente che non solo si ruppero, ma vennero parati dal portiere avversario.

Le stelle
Mario Mandzukic:

è un attaccante potente e forte di testa, generoso, continuo, prolifico. È evidente che l’unica cosa in comune con Balotelli sia il nome. Nel 2007 passò da una squadra di Zagabria all’altra, provocando una nuova guerra civile. Con 3 reti fu capocannoniere di Euro 2012, insieme ad altri 5 attaccanti e un paio di maldestri difensori. Dopo aver vinto tutto col Bayern Monaco è recentemente passato all’Atletico Madrid, per sostituire Diego Costa, che ha cambiato casacca. Per lo stesso motivo sarebbe stato contattato anche dal Brasile.

Luka Modric:

nato nel 1985, ebbe un’infanzia difficile, a causa della guerra nei Balcani e della famosa canzone di Susan Vega. Iniziò a giocare durante il conflitto, il che contribuì a fargli sviluppare quei rapidi, improvvisi e continui cambi di direzione. A 18 anni fu mandato a giocare nel campionato bosniaco, una sorta di rito di passaggio per diventare uomo. “Se qualcuno è in grado di giocare nel campionato bosniaco può giocare ovunque”, ha dichiarato, leggendo la dedica sul gesso fatta da uno stopper avversario. Nel 2005 firmò con la Dinamo Zagabria un contratto per ben 10 anni, con l’opzione sui primogeniti della famiglia fino alla quarta generazione.
Nel 2012 fu acquistato dal Real Madrid per 42 milioni di Euro quando, per errore, Florentino Perez dimenticò la giacca con gli spiccioli nella sede del Tottenham.

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Published in: on luglio 29, 2014 at 6:42 pm  Lascia un commento  
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