Le cose che abbiamo in comune

Dopo le rivelazioni di Michelle Bonev

… E l’intervista a Francesca Pascale

Di Berlusconi, Silvestri:

LE COSE CHE ABBIAMO IN COMUNE

Le cose che abbiamo in comune sono due milioni ottomila duecento,
Le conto da sempre, da quando mi hai detto: “Ma dai, pure tu del millenovecento?”
Abbiamo due braccia, due mani, due gambe, due piedi, due orecchie ed in due, due cervelli.
Solo sulla testa i tuoi sono veri, i miei son qualcosa che sembra capelli.

Le cose che abbiamo in comune sono facilissime da individuare:
Ci piace la musica ad alto volume, un palo e le donne lì intorno a ballare.
Ci piace Apicella, le cene eleganti, le urla, lo squirt. No Police!
Ti porgo la busta prima di addormentarci, ma al mio risveglio devi essere qui.

Perché quando io dormo, tu scalci,
Quando io parlo, smentisci,
Quando mi spoglio, tu ridi,
Quando io vengo, tu vieni,

Quando io dormo, tu scalci,
Quando io parlo, smentisci,
Quando mi spoglio, tu ridi,
Quando io vengo, tu fingi.

Le cose che abbiamo in comune sono così tante che quasi spaventa,
Entrambi viviamo da più di vent’anni ed entrambi da meno di centotrenta.
Ci piace parlare, smentire, comprare persone, pagare per fare l’amore:
Lo vedi, son tante le cose in comune, alcune punibili a San Vittore.
Ma…

Allora cos’è? Cosa ti serve ancora? Travestiti da suora.

“Le cose che abbiamo in comune!”, ricordi sei tu che per prima l’hai detto.
“Gli stessi fagioli, ma li pago meno, le stesse patate, portarsele a letto”.
E ad ogni domanda una nuova conferma, un identico amore per quelle rasate.
E poi l’emozione di quel primo bacio: contratto, fattura, le carte bollate.

Abbracciarti, studiare il tuo corpo, sognarti vestita da toga rossa,
Ma tu vuoi sposarmi, per ereditare una volta finito dentro alla mia fossa.
Allora ti chiedo non è sufficiente, vuoi altre ragazze per essere certa?
Con tutte le amiche che abbiamo in comune, l’unione tra noi non sarebbe perfetta?

Quando io dormo, tu scalci,
Quando io parlo, smentisci,
Quando mi spoglio, tu ridi,
Quando io vengo, tu vieni,

Quando io dormo, tu scalci,
Quando io parlo, smentisci,
Quando mi spoglio, tu ridi,
Quando io vengo, tu fingi.

Allora cos’è? Di donne ne vuoi ancora?
Chiamiamo Lele Mora.

Published in: on ottobre 11, 2013 at 1:59 pm  Lascia un commento  
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