A volte ritornano

La notizia della nuova candidatura di Berlusconi ha fatto il giro del mondo. L’idea che un anziano leader politico, ormai almeno all’apparenza finito, possa riproporsi con le stesse idee vecchie di decenni e avere la possibilità di tornare a governare un Paese ha molto colpito l’opinione pubblica e dato speranza ad alcuni personaggi di spicco del passato, che starebbero pensando di seguirne le orme. Vediamo quali sono i principali:

ROMANO PRODI

Ovviamente la candidatura di Berlusconi non poteva lasciare indifferente il Professore, che già lo sconfisse due volte. Prodi sta preparando una grande coalizione, che va da Nichi Vendola a Nichi Vendola, dopo aver fatto tutto il giro. Il suo governo sarà formato da 107 ministri, per cercare di non scontentare nessuno, in modo da arrivare fino a fine legislatura.
Tra le proposte per dare più stabilità al governo c’è quella di introdurre, accanto ai senatori a vita, anche la figura dei senatori post mortem, quella di una soglia di sbarramento di coalizione al 49,9% e quella di dare un solo pulsante per le votazioni.
Prodi si propone nuovamente di risanare l’economia del paese ed è per questo che stavolta chiederà un mandato almeno ventennale.

GEORGE BUSH SENIOR

Dopo aver interrotto la sua attuale occupazione, la ricerca del suo nipote più stupido da fare candidare alla presidenza nei prossimi anni, George Bush Senior ha chiesto e ottenuto l’annullamento e il rifacimento delle primarie repubblicane, facendo presente che non ne può più di essere preso in giro dal figlio per aver esercitato un solo mandato. “E se avete dato una seconda possibilità a lui …”
Una volta eletto Presidente, Bush intende mettere in atto un’operazione militare che restituisca all’Iraq un governo dittatoriale, in modo che anche il futuro Presidente Bush jr. jr. possa esercitarsi nella zona.
Molto più interessato alla politica estera che a quella interna, o forse ritenendo politica interna anche quella dei paesi stranieri, ha un piano infallibile per risolvere le tensioni con l’Iran, già testato ai tempi della Guerra Fredda: assumere un atteggiamento minaccioso ed aspettare che l’avversario crolli da solo.
Esasperati dalla sua inerzia in tema di politica economica, molti Stati degli Usa potrebbero annunciare la secessione, diventando così indipendenti, in modo che il Presidente si accorga finalmente della loro esistenza. Alla notizia, pare che abbia dichiarato preoccupato: “Davvero abbiamo uno stato che si chiama Delaware?”

MICHAIL GORBACIOV

Michail Gorbaciov ha deciso di candidarsi nuovamente alla guida del paese, reso quasi irriconoscibile da un trapianto di capelli, che ha coperto la celebre voglia sul capo, deciso dopo aver capito che l’immagine è fondamentale e che da calvo non avrebbe avuto possibilità. Ovviamente punterà tutta la sua campagna elettorale sul fatto che ha contribuito al definitivo crollo del blocco comunista, come ormai inevitabile al giorno d’oggi per vincere le elezioni.
Poiché, nel precedente mandato, il suo tentativo di modernizzare lo stato sovietico portò alla perdita di numerosi territori ed al venire meno della supremazia sull’Europa orientale, per tranquillizzare i cittadini, timorosi che con una nuova riforma potrebbe portare la Russia all’ampiezza del Molise, promette di non toccare nulla e, se userà qualche oggetto all’interno del Cremlino, di rimetterlo poi subito al suo posto.
Promette inoltre di combattere tutte le guerre fredde rimaste al mondo, a partire da quelle, piccole, ma non meno feroci, che si verificano in ogni riunione di condominio. Ha inoltre proposto ad Agnelli e Moratti di considerare gli scudetti juventini 29, offrendo anche una Coppa di Russia gratis ad entrambi. Infine ha deciso di impegnarsi per il crollo del Muretto di Alassio.
Ci tiene inoltre a sottolineare di non avere niente a che fare col film Occhio alla perestrojka, con Ezio Greggio e Jerry Calà, come invece insinuarono i suoi avversari per farlo cadere nel 1991, anno successivo all’uscita della pellicola.

MARGARET THATCHER

Grazie alla candidatura di Berlusconi, si è convinta che anche chi ha seri problemi psicofisici può proporsi alla giuda del Paese.
A sorpresa, dopo aver passato gli ultimi anni a guardare i concorrenti dei reality show in tv, si è detta favorevole alla riapertura di molte miniere. Resta fortemente ostile ai sindacati, ma, non potendoli abolire, spinge per una soluzione soft all’italiana.
Sostenitrice della riduzione della spesa pubblica e delle tematiche ambientali, promette di risolvere entrambi i problemi rinunciando alla sua quotidiana razione di lacca, negli anni 80 prima causa sia del debito statale che del buco dell’ozono.
In politica estera, propone di invadere isole che geograficamente non possono non appartenere all’Inghilterra: Galapagos, Eolie, Canarie e Baleari.
Fortemente ostile alla Moneta Unica, ha dimostrato una certa elasticità, aprendo ad un utilizzo della Sterlina da parte di tutta Europa.

NELSON MANDELA

L’anziano leader della lotta anti apartheid ha deciso di tornare ad impegnarsi direttamente in politica. Passerà tutta la sua campagna elettorale a sottolineare che la situazione delle persone di colore nel paese è intollerabile, disorientando così gli elettori. Dopo un primo attimo di smarrimento, convinti che il grande Nelson non possa sbagliare, uomini e donne di colore probabilmente si adopereranno per sottomettere i bianchi, segregandoli ed escludendoli dalle cariche pubbliche, tranne la presidenza della Federazione sudafricana di Rugby.
Accortosi dell’errore, Mandela si farà rinchiudere nuovamente in carcere, dove finirà i suoi giorni come ispiratore di canzoni.

FIDEL CASTRO

Il vecchio Fidel ha deciso che è tempo di riprendersi il posto di comando, accusando il fratello Raul di essere comunista e facendolo destituire. Castro proseguirà nella politica di nazionalizzazioni, passando a quella del sole, che verrà razionato e distribuito in modo da dare alla popolazione un’abbronzatura uniforme, fondamentale per la buona riuscita delle parate militari.

ADOLF HITLER

Dalla sua casa nella pampa argentina, Adolf Hitler ha accolto con molto entusiasmo la possibilità di candidarsi nuovamente. La situazione è particolarmente favorevole: l’orgoglio nazionalista tedesco è ferito dopo l’ennesima sconfitta agli europei da parte dell’Italia, la crisi economica attanaglia l’Europa tutta, la retorica anticomunista è stata sperimentata con successo nel nostro Paese ancora in anni recenti.
Gli analisti suppongono che il Fuhrer potrebbe proporre a Berlusconi un’alleanza per la quale, conoscendo il senso dell’umorismo raffinato del Cavaliere, potrebbe proporre il nome di Patta d’acciaio.
Il sogno di Hitler è quello di rafforzare l’unità politica, finanziaria, monetaria dell’Unione Europea. E di chiamarla Quarto Reich. Ovviamente tutti gli altri Paesi dovrebbero essere solo province del grande stato tedesco ed in questo senso grandi passi sono già stati fatti.

GIOVANNI PAOLO II

Avendo amicizia molto in alto, Papa Wojtyla ha deciso di farsi rimandare sulla terra, per riprendere il suo pontificato con il nome di Giovanni Paolo II/bis. Al conclave, ricorderà la sua forte presa di posizione contro il comunismo, che, nei confronti dei regimi, abbandonò la politica del silenzio-forte dissenso, messa in atto da Pio XII durante il nazifascismo.
Giovanni Paolo II/bis promette di abolire la messa in latino, introducendo quella in polacco, che se tanto non la deve capire nessuno, tanto vale che la lingua sia la sua. Quanto all’accusa che, essendo ormai morto da 7 anni, le sue idee non sarebbero più adatte a guidare la Chiesa, promette che si sforzerà di non essere troppo moderno e progressista.
Il Papa continuerà a combattere contro aborto, cellule staminali, preservativo, eutanasia ed omosessuali, nonostante il rischio di una candidatura nell’Udc.

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Nuova carriera

Fidel Castro ha rinunciato alla presidenza di Cuba. Ci si chiede che cosa farà ora. Io ho scoperto una foto che svela il mistero: inizierà a lavorare per Le Iene.

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Published in: on febbraio 19, 2008 at 2:07 pm  Comments (5)  
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