Regionali minuto per minuto

Alla 12 di domenica l’affluenza in Lazio è in netto calo. Ma tanto c’è tempo tutta la settimana per votare.

(e comunque, piuttosto che fare mea culpa, c’è sempre il bel tempo da incolpare)

In alcune regioni dati davvero allarmanti sull’astensionismo. Poi si è capito che non tutte dovevano votare.

Timide speranze per il Pd nel pomeriggio di domenica: Felipe Melo segna il goal della vittoria della Juve, Max Biaggi trionfa in una gara in Superbike: la vittoria non sembra più così impossibile.

Politici al voto.
Bersani ai giornalisti ha risposto: “Ho dormito benissimo”. E per tutta la campagna elettorale.
Berlusconi si intrattiene a lungo nel seggio. Non trovava lo sciacquone.

Arrivano le proiezioni nelle sedi di partito: quelli comunisti hanno optato per il solito polpettone russo di inizio novecento.

In Veneto risultato scontato. Sulla scheda, l’elettore poteva mettere la croce su “Zaia” o “l’altro”.

A Venezia, però, sconfitto Brunetta. Sistema proporzionale?

Bersani: “Il voto alla Lega è un voto contro Berlusconi”. E’ l’unico partito che può metterlo in difficoltà.

Bersani: “E’ falso che il Pd al Nord sia andato male”. E poi è brutto parlare male degli assenti.

Bersani: “Abbiamo tenuto rispetto alle europee”. Che, se non sbaglio, erano state un trionfo.

Berlusconi: “Questo risultato elettorale è il miglior riconoscimento per l’attività svolta dal governo”. L’assunzione del controllo dell’informazione.

Rutelli dipinge un quadro tragico della politica italiana dopo le regionali: giustizialismo a sinistra, populismo a desta. E lui al centro.

Cota: “La Lega ha vinto perché fa le cose”. E vede gente.

Grande astensionismo, molti voti alla Lega: aumenta la gente che della politica non vuole più saperne.

Berlusconi ha ricevuto la telefonata del presidente della Camera Gianfranco Fini. Che ha riconosciuto la sconfitta.

Fini: “Sia il Pdl a dettare l’agenda”. Basta che non pretenda che sia la Lega a scriverla.

Secondo Fini dev’essere il Pdl la forza trainante. Molti suoi esponenti, infatti, tirano più di un carro di buoi.

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Immigrato?

Berlusconi: “Nonostante quello che è successo, lavorerò più di prema per il bene del mio paese”.
Ora basta scoprire dov’è nato davvero.

Aggravanti ed attenuanti

Massimo Tartaglia, l’assalitore di Berlusconi, è ora accusato di lesioni aggravate, con l’aggravante che la vittima è un pubblico ufficiale, ma con l’attenuante che non si comporta come tale.